Categoria: Servizi

Convenzioni

L’Ordine Nazionale degli Psicologi ha stipulato dei Protocolli di Intesa con diverse realtà nell’ottica di:

  • rafforzare le attività di assistenza e di supporto
  • favorire la possibilità di affrontare problematiche psicologiche per lo sviluppo di uno stato di benessere e una migliore qualità di vita.

Trovando l’iniziativa di mio interesse e condividendo gli obiettivi espressi dall’Ordine, ho aderito ai Protocolli d’Intesa stretti con:

  • ASSOMEDICO
  • FISDE (Fondo Integrativo Sanitario per i dipendenti del gruppo ENEL)
  • Associazione “L’altra metà della Divisa” Rete Supporto Famiglie Militari
  • Guardia di Finanza
  • Arma dei Carabinieri
  • Ministero della Giustizia Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

Il Patto d’Intesa prevede che le prestazioni psicologiche siano determinate secondo le seguenti condizioni:

  • primo incontro: gratuito
  • prestazioni successive: una riduzione del 20% sulla tariffa

Gruppi e serate

I gruppi sono uno strumento molto utile per condividere i propri vissuti e i propri problemi con persone che possono comprenderci nel profondo.

GRUPPI PROPOSTI E ATTIVABILI SU RICHIESTA:
Incontri di mindfulness e tecniche di rilassamento

Serata informativa “I disturbi d’ansia”

Gruppo sul disturbo da attacchi da panico

Gruppo sulla comunicazione assertiva

Gruppo MBSR – Programma basato sulla mindfulness per la riduzione dello stress

Dedico parte del mio impegno alla promozione del benessere e della salute mentale attraverso serate tematiche svolte in collaborazione con associazioni, amministrazioni e Consigli di Quartiere.

Vedi calendario eventi

EMDR

EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ovvero Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è una tecnica psicoterapica che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti. L’obiettivo è quello di affrontare i ricordi non elaborati che possono dare origine a molte disfunzioni nel presente. Numerosi studi neurofisiologici hanno documentato i rapidi effetti post-trattamento EMDR.

L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica o stressante dal punto di vista emotivo, utilizzando i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per poter agire sul ricordo stesso. Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono cioè la loro carica emotiva negativa. L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità.

L’EMDR, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva, consente di elaborare l’esperienza traumatica permettendo al paziente di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione oltre ad eliminare le reazioni fisiche. Questo permette di adottare comportamenti più adattivi, nel presente.

Il trattamento con l’EMDR consente al paziente di sperimentare con minore intensità il disagio sia a livello fisico che cognitivo. I pensieri ed i ricordi tendono infatti ad essere meno intrusivi, i comportamenti di evitamento diminuiscono come l’iperarousal neurovegetativo nei confronti di stimoli legati all’evento, percepiti come pericolo. Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il paziente discrimina meglio i pericoli reali da quelli immaginari condizionati dall’ansia.

Dopo l’EMDR il paziente ricorda l’evento ma il contenuto è integrato positivamente: sono cambiate le connessioni dell’evento con l’esperienza attuale.

Mindfulness

Se digiti “mindfulness” su un motore di ricerca e cerchi le immagini, tra le prime trovi questa.
Perché è rappresentativa della parola mindfulness? Perché significa portare attenzione in modo consapevole e non giudicante. A cosa? Al momento presente. Chi pratica mindfulness regolarmente scoprirà ben presto di aver fatto propria questa capacità di riportare l’attenzione al momento presente. Ed in cosa può esserci utile? Nel goderci ogni attimo della nostra preziosa vita: l’ambiente che ci circonda, le persone che ci stanno accanto, le difficoltà e le sofferenze che ci cambiano e ci fanno crescere…

È una tecnica che deriva dalla meditazione, ma non ha lo scopo di farci divenire asceti.

La mindfulness è uno stato mentale, definita come “una modalità dell’essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com’è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” (Teasdale), che può essere coltivata attraverso particolari tecniche.

Attraverso la pratica ci si apre alla conoscenza e alla comprensione profonda del funzionamento della mente stessa. Si diviene più consapevoli dei propri pensieri e delle proprie emozioni. Come dice John Kabat-Zinn, primo a diffondere la mindfulness in ambito scientifico, “E’ stupefacente quanto sia liberatorio l’essere capaci di vedere che i tuoi pensieri sono solo pensieri e che non sono “te stesso” o “la realtà”… il semplice atto di riconoscere i tuoi pensieri come pensieri, può renderti libero dalla realtà distorta che essi spesso creano e genera un maggior senso di chiarezza e di padronanza sulla tua vita”.

Immaginate quanto possa essere liberatorio vedere i nostri pensieri tali, senza lasciarci sopraffare, quando tendiamo a rimuginare sul passato o a preoccuparci per quello che sarà.

Non è facile rendere a parole ciò che si riferisce innanzitutto ad un’esperienza vissuta, a uno stato mentale, ad uno stato di coscienza.
Proprio per tale motivo, cioè per favorire una comprensione diretta attraverso l’esperienza, propongo degli “Incontri di mindfulenss e tecniche di rilassamento” nei quali è possibile sperimentare diverse tecniche per comprendere quale è più affine a noi.

Inoltre da gennaio 2019 saranno attivati i due interventi basati sulla mindfulness:
MBSR – Programma per la riduzione dello stress basato sulla mindfulness
-MBCT

Scopri i gruppi in partenza!

Ti può interessare:

Come gestire lo stress?

Psicoterapia cognitivo comportamentale

Capita sempre più spesso che medici di base, psichiatri o altri specialisti consiglino ai loro pazienti una Terapia Cognitivo Comportamentale. Il loro suggerimento rispecchia le indicazioni date da l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Istituto Superiore della Sanità (ISS), che considerano la terapia cognitivo comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT) uno dei più affidabili ed efficaci modelli per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicopatologici.

La modello cognitivo comportamentale è adatto negli interventi su bambini, adolescenti, adulti ed anche nella terza età.

Secondo questo approccio, esiste una complessa relazione tra pensieri, comportamenti ed emozioni, tale per cui la ragione dei nostri problemi andrebbe ricercata nel modo in cui interpretiamo, nel presente, le situazioni e nei conseguenti comportamenti che si mantengono nel tempo, a dispetto della sofferenza che il paziente sperimenta e delle possibilità ed opportunità di cambiarle, a causa dei meccanismi di mantenimento.

Ciò implica che non sarebbero gli eventi a creare e mantenere i problemi psicologici, emotivi e di comportamento, ma questi verrebbero piuttosto largamente influenzati dalle strutture e costruzioni cognitive dell’individuo (pensieri e schemi cognitivi).

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) si propone, di conseguenza, di aiutare i pazienti ad individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali di ragionamento, le emozioni e i comportamenti disfunzionali al fine di modificarli, sostituirli e/o integrarli con convinzioni o comportamenti più funzionali, così da superare le problematiche che ci affliggono anche da molto tempo e sperimentare un maggior benessere.

La terapia cognitivo comportamentale si caratterizza per alcune caratteristiche:
• È scientificamente fondata: studi e ricerche hanno evidenziato che la Terapia Cognitivo Comportamentale è una terapia efficace. Ad esempio con una Psicoterapia Cognitivo Comportamentale si ottengono risultati superiori, o almeno uguali, agli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia, essendo però più efficace nella prevenzione delle ricadute.
• È orientata allo scopo: il terapeuta lavora assieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia e per definire il piano di trattamento. Si preoccupa di verificare di tanto in tanto, insieme al paziente, i progressi, così da verificare se e quali scopi sono stati sino a quel momento raggiunti.
• È una terapia pratica e concreta: lo scopo principale è la risoluzione dei problemi psicologici come, ad esempio, la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, e così via.
• È collaborativa: paziente e terapeuta lavorano insieme per trovare nuove strategie e strumenti alternativi di soluzione dei problemi.

Consulenza e sostegno psicologico

La consulenza psicologica e il sostegno psicologico sono percorsi finalizzati a orientare, promuovere, sostenere e sviluppare le potenzialità della persona, aiutando a reperire strategie idonee alla risoluzione delle problematiche incontrate e stimolando le risorse personali.

Sono indicati nei casi in cui l’individuo si trovi ad affrontare:

  • conflitti personali, familiari o lavorativi;
  • situazioni di crisi associate ad elevata sofferenza emotiva (separazioni, lutti, malattie croniche o invalidanti);
  • periodi di forte cambiamento o difficoltà decisionali su tematiche emotivamente importanti (famiglia, lavoro, ecc.);
  • problematiche legate alla sfera della sessualità;
  • problematiche legate alla gestione dei figli nei periodi dell’infanzia e dell’adolescenza.

La consulenza e il sostegno psicologico sono interventi non terapeutici pertanto risultano utili laddove non venga riscontrato un disturbo psicologico, quanto piuttosto una specifica difficoltà quotidiana.

In alcuni casi ed in base al tipo di disagio, l’utente può essere indirizzato ad un percorso di psicoterapia.

La consulenza psicologica consiste in un consulto da parte di uno psicologo in merito ad una difficoltà temporanea, che può riguardare la singola persona, la coppia o il rapporto interpersonale. Insieme allo psicologo si definisce il problema, la sua origine e la sua evoluzione, si presume una diagnosi per poi lavorare sull’attivazione delle risorse personali con lo scopo di alleviare il disagio e stimolare il cambiamento.

Il sostegno psicologico ha una funzione di tipo supportivo alla tenuta delle condizioni di benessere della persona, del gruppo o di una istituzione. Il sostegno psicologico si realizza quindi in tutti quei casi entro i quali si ritiene opportuno garantire continuità e contenimento ad una data condizione. Il sostegno psicologico può ad esempio seguire ad un intervento riabilitativo con il fine di rinforzare, solidificare, i risultati ottenuti; ed è opportuno in quelle condizioni irreversibili e/o croniche entro le quali svolge una importante funzione di contenimento e tutela (si pensi ad es. alle patologie degenerative), anche per coloro che le vivono indirettamente. Il sostegno psicologico è un intervento il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita dell’individuo e degli equilibri adattivi in tutte le situazioni (di salute e di malattia), nelle quali ciò si rileva opportuno, sviluppando e potenziando i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione, e che necessita della stesura del bilancio delle disabilità, delle risorse, dei bisogni e delle aspettative del soggetto, nonché delle richieste e delle risorse dell’ambiente. Il sostegno psicologico realizza interventi diretti e mirati ad ottimizzare ogni tipo di relazione affettiva, adeguando la percezione del carico delle responsabilità e sviluppando le reti di sostegno e di aiuto nelle situazioni di disabilità o disagio psichico.